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Domenica 04 Luglio 2010
ETIRIPIGLIO ON NIVOLET
foto
Peccato che son stati solo 2 giorni, anzi meno, diciamo 36 ore, un giorno e mezzo.
Ma son bastati a farci stare bene.
A farci divertire, a essere spensierati, anche se per poco.......ma son bastati.
E poi abbiamo realizzato alla grande ciò che ci eravamo prefissi.
La scalata a sua maestà "IL NIVOLET"
Un condominio enorme di 2612 mt di altezza, con il colle posizionato proprio all'attico.
Con la sola e non trascurabile condizione che bisogna arrivarci senza ascensore.
Ma anche arrivare ai piani inferiori è stato molto impegnativo........ma andiamo per ordine.
Sabato 3 Luglio ore 06:45
Ritrovo.........grandi! tutti puntualissimi, anche il Casini, che dopo non lo è piu stato!
Viaggio regolare, svista del Ramacciotti a parte.
Albergo preciso a quello che abbiamo prenotato.
Anche da vicino la sensazione di hangar rimane, però ci hanno spiegato che i pilastri sono un omaggio alla precedente attività del locale, una ex fabbrica di matite.
E
parlando dell'albergo, non possiamo esimerci dal ringraziare la direzione nella persona del Sig. Mattioda, che se anche si è ritirato dalla partecipazione alla scalata, ci ha riservato un trattamento eccezionale.
A lei vanno i ns complimenti per il suo splendido locale e per il suo qualificatissimo personale.
Dire che abbiamo pranzato sarebbe un eufemismo, ma per estensione del termine lo diciamo lo stesso.
Alle 15 e 30 con i gradi di stanchezza e calura gia abbastanza elevati, abbiamo inforcato le ns belle biciclettine e siamo andati a fare la prevista sgambatella, meta il Santuario di Belmonte, distante una 20ina di km, stessa direzione del Nivolet.
Strada di fondovalle in leggera salita, 2/3 %, ma poi per arrivare la santuario, di punto in bianco, spuntano 2 km di pendenze che di "sgambatella" non avevano niente a che fare.
13/14/15%.
Finita la modalità "devoti" abbiamo allungato un po la pedalata, obiettivo birraegazzosa a Pont, dove Klose ci aspettava per farci mirare lo splendido 2 a 0 alla Maradona/band.
Poi ne seguivano altri 2, totale 4 e ciao Diego.
Velocissimo rientro, velocissima doccia, velocissimo eppiauar, e via dall'orco a cenare nel giardino della sua locanda.
A Rivarolo c'è la notte bianca.
Tutti fanno tutto tranne che andare a dormire.
Noi ci andiamo, o meglio, ci vorremmo andare.
Sotto le finestre delle ns camere c'è un parcheggio, e nel parcheggio un furgoncino, e allora??
Allora tutto ok, ma se nel furgoncino in questione ci sono 3 baldi giovanotti armati di batteria chitarra acustica e basso, sopra il furgoncino vari amplificatori grossi come frigoriferi che amplificano anche i pensieri figuriamoci le urla dei tre..come la si mette???
La si mette che si ascoltano, anche perchè i tre sono veramente bravi, e poi, quando il capoband ti chiede che canzone vuoi, e tu butti la la prima che ti viene in mente, nella fattispecie uno stupendo brano del'64 "House of the Rising Sun" cantata da "gli animali", cos'altro vuoi fare?? stai li e li ascolti e canticchi con loro.
Bravi ragazzi.
Ora non rimane altro da fare che andare a dormire.........tutti, io no.
Io non dormo, io sto sveglio, io mi giro, io guardo il soffitto ma non dormo.Va cosi.
Doemnica 4/07
ore 06:30 sveglia, poi colazione, dove il Ramacciotti mangia di tutto, dove il Casini si presenta in una condizione che pensarlo pedalare tutto quello che dovrà pedalare pare impossibile.Ma Maurizio2 è tosto, e lo farà alla grande.
Ore 07:30 si parte.
Scortati dal Bartolo camper si parte.
Bisogna scalare il condominio, un condominio gigantesco, e si parte dal basso, da molto in basso, molto piu in basso del garage, molto piu in basso delle cantine.
Poi il condomino è strano, c'ha il vento contrario.
E l'amministratore del condominio ha furia, e spinge sui pedali, e dietro
si sbuffa e si impreca.
Siamo a Pont (B&G del giorno prima) fatti 20 km, fatti 150 di dsl.
Mancano gli ultimi 50 km e gli ultimi 2161 di dsl. E che ce vò??
Siamo si e no al primo mezzo pianerottolo.
La bimba fora, si ferman tutti, anche quelli che venivano in giu!
Se foravo io, se foravo io!!
Io proseguo per protesta.
(Tranqui Ire, non è vero, fora pure quanto ti pare. proseguo perchè vista la mia precaria condizione decido di avvantaggiarmi/ci.........anche Mimmo lo ha fatto)
Ripresi poco dopo, a Noasca per la precisione, dove ha inizio la salita vera e propria.
La strada non è piu fondovalle, è montagna a tutti gli effetti, le cime innevate son li sopra di noi, e si avvicinano sempre piu.
Ma siamo si e no al secondo piano, e tanti tanti piani dobbiamo ancora scalare, e poi c'è l'attico.
4 seccchi tornanti ci avvisano delle difficoltà che si affronteranno di li a poco.
E una di queste è una galleria di 3534 mt di lunghezza all'8% di pendenza media.
Ma l'aggiriamo, parzialmente ma l'aggiriamo.
Stradina a sx prima dell'imbocco, con annessi cani mordaci (3) che mi assalgono.
Strada brutta, sconnessa, anche sterrata, dotata di notevoli pettate, ma anche naturilisticamente spettacolare con un impetuoso torrente che ci scorre accanto.
Dopo un po di cross rientriamo in galleria per 1 km.
Uscirne è la cosa che piu desideriamo, ma non è cosi semplice ne tantomeno veloce.
Ma finisce.
Ci stiamo avvicinando a Ceresole Reale.
Il contakm segna 51,3 l'altimetro 1623..........dovranno rispettivamente dire 69,8 e 2612.
Il palazzo sopra di noi è ancora alto.
Ogni fontanina è presa d'assalto, come i turisti prendono d'assalto le rive del bellissimo lago di Ceresole, dove si specchiano le montagne circostanti.
Ecco una discesina, non gradita però, piu si scende e piu c'è da rimontare.
Si perdono una 50ina di mt, 2 piani, che dobbiamo rifare.
Finisce il lago e la strada svolta a dx, ma a dx c'è un muro.
Ora si fa sul serio, le pendenze sono molto impegnative, da un pianerottolo all'altro c'è da sbuffare parecchio.
Qua cambia anche il ns comportamento..........ognuno per conto suo, con le proprie gambe e con la propria testa, condizione essenziale per arrivare in cima.
Dopo 3 km si apre uno scenario tra il bellissimo e l'angosciante.
Una montagna enorme, gigantesca, minacciosa, che ci guarda, che ci chiama, che ci vuole.
Pur sapendo quanto ci costi, accettiamo.
Vediamo il muro della diga del primo lago, è lontanissimo e piccolissimo, ma solo da qui.
Si riesce a malapena a intravvedere la strada per arrivarci.
Si arrampica sul fianco del palazzo con un interminabile zig-zag, le auto e i camper che riusciamo a scorgere si muovono lentissimamente.....figuriamoci noi.
Vedo qualcuno di noi sopra, qualcuno di noi sotto (olè), ognuno col suo passo, ognuno con i suoi pensieri, ognuno con le sue sensazioni, ognuno con il suo aspetto sofferente.
I rapporti son tutti giu, non ho altro, vorrei avere compact, triple, rampichino, tutto ciò che mi darebbe sollievo, ma ho solo quello che ho, e con quello devo fare.
Sono relativamente vicino al lago Serrù, un paio di km mi ci separano, e mi prende una crisi di fame, proprio sotto il cartello che indica 1 km ad un rifugio!
Bingo! come dicono vicino Torino!
Accelero con l'atroce dubbio che possa essere chiuso, ma oggi è la prima domenica di apertura, ed è apertissimo. e c'ha una bellissima e buona crostata di frutta......2 tranci, una coca e via a pancia piena.
Passano Mimmo e Giannotti, andiamo su insieme.
Siamo al lago Serrù, riserva idrica che alimenta la centrale idroelettrica che illumina e da la scossa alla piana torinese.
Siamo a quota 2275, siamo a 62 km fatti.
Manca solo l'attico............ma cavoli quanto è ancora lontano.
La strada cambia direzione, si gira alla dx della montagna, e fatta questa si prospetta un altro bellissimo lago.
Intanto sulle terrazze del condominio è presente ancora molta neve, i proprietari si son dimenticati di toglierla.
Piccola discesina, si passa proprio sopra il lago.
Altro gigantesco fianco da scalare, si intravvede il colle, pardon, l'attico.
Lo sforzo ormai è sforzo da 4 ore, la stanchezza è notevole, le gambe tremano, la vista si appanna, se lo scenario non fosse quello che è ci sarebbero le condizioni per mollare tutto, ma non qua, non in questo posto, qua si va avanti, qua si arriva in fondo, un posto simile merita tutti i sacrifici fisici e mentali che uno possa dare.
Crampi per Mimmo, si ferma, mette piede a terra, si allunga i muscoli, qualche passo e risale in bici, per ridiscendere poco dopo.
Lo minaccio:
"fa come ti pare, ma sul colle ci passi col sedere sul sellino" Lo farà.
Sempre piu neve, ora anche sul bordo strada.
Segnale che siamo vicini, Omar ci viene incontro:
"quanto manca?" " 500 metri" wow....ci siamo.
C'é un belvedere con i turisti appollaiati, qualcuno ci incita pure.
Ultima curva, ultimi 2/3 scalini, vediamo il gruppetto che ci aspetta proprio sullo scollinamento.Ecco, è fatta.
Dio mio come è stata lunga, come è stata dura..........
MA QUANTO E' STATA BELLA!!!!!!
Siamo sull'attico, la vista è straordinaria, montagne a 360°, ovunque, tutte ancora abbastanza innevate, e di la il lago, anzi 2, uno ancora parzialmente ghiacciato.
Ora le solite cose, le impressioni, le battute e le foto.
Dobbiamo solo mangiare, bere,
riprendere fiato, coprirsi dal freddo e ripartire.
Le prime 3 le facciamo nel sottostante rifugio.
Salumi, tomini e una bella pastasciutta.
Si ripercorre mentalmente tutta la salita, ognuno dice la sua, sarebbe bello poterlo condividere anche qua, fatelo, lo pubblicherò.
Sono le 14 e 30, si riparte.
Ora si ride, ci aspettano 70 km di discesa.
Voleranno, e in particolare voleranno i 3543 metri della galleria, dove toccheremo velocità folli.
Che pazzi! Io compreso!
A riportarci alla realtà è la temperatura e l'umidità di fondovalle.Pazzesco.
Ripenso al bel clima che c'era su, al perfetto impianto di aria condizionata e deumidificata che il proprietario
dell'attico si è fatto installare.Si stava propio bene.
Ore 17 e 20
Tutto pronto per la partenza.Si parte.
Anche questa è meravigliosamente passata.
Come bambini si pensa gia alla prossima.Le idee spaziano su tutto.
Grazie amici, grazie della vs compagnia.
Alessandro
Armando
Attilio
Francesco
Irene
Maurizio
Mimmo
Omar
Stefano
Grazie a tutti.

Vi assicuro che siamo sul Nivolet!
Non c'è un cartello, ne qui ne lungo la strada, non un cartello che dica dove siamo, che dica quanti km mancano alla vetta, a che altitudine siamo, ma vi assicuro che siamo la.
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