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Le "Macine" al Tour de France 2008

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di meglio non potevamo fare.
sono stati 4 giorni fantastici.è andato tutto per il verso giusto.
Il tempo,il posto,la compagnia,le uscite,e tutto il resto,è stato perfetto.
abbiamo eseguito alla lettera il programma stabilito(solo una variante,azzeccatissima),abbiamo pedalato per piu di 300 km,scalando per quasi 7.000 metri di dislivello le piu belle e storiche salite della "grand boucle",abbiamo dato piu di quel che potevamo...........qualcuno molto di piu,ma siamo stati ampiamente ripagati.
Se la memoria non mi tradisce,faccio un po di resoconto della gita.

Domenica 20 luglio 2008


Appena i vermiciattoli hanno smesso di rincorrersi,puntualissimi,a bordo del bianco ducatone,siamo partiti,destinazione Mondovì.Viaggio senza il minimo intoppo,sosta nei pressi del santuario di Vicoforte(bello),ricolazione e via,il Tour de France(di seguito"tur")ci sta aspettando.
Arriviamo in albergo,valigie in camera in meno di niente,biciclette pronte,foto di rito con le nuove divise,e via..........si inizia a pedalare.
La strada per l'avvicinamento alla salita è invasa da flotte di ciclisti di ogni specie,la salita non è dura,oddio,nei pressi di una fontanella c'è un bel drittone,la cui pendenza si rileva abbastanza impegnativa,penso alla gara dei pro e mi dico che qua chi vuole attaccare,ha il terreno adatto.
In loc. Miroglio la strada svolta a sx,il traffico è interdetto,e la salita si fa un po piu difficile.la giornata non è bellissima,il cielo è velato,e questo fa si che la temperatura per noi che stiamo faticando,risulti gradevole.
Purtroppo ci imbattiamo in uno spiacevole e triste episodio,proseguiamo.
La vetta è vicina,vedere i cartelli dei km rimanenti alla "sommet"ci da forza,non vi dico l'arco dell'ultimo km!!un paio di drittoni,un paio di curve,e ci accoglie il rettilineo finale con "l'arrivee " in fondo.La folla è già imponente,e mancano ancora 5 ore all'arrivo della corsa,ci scegliamo un bel posticino,lo troviamo sotto il cartello dei meno 50mt.
L'attesa è spezzata da un po di eventi pubblicitari,cappellini di tutti i tipi vengono sparati addosso alle persone,e qua come al solito l'uomo da il peggio di se,per educazione non dico cosa penso di questa gente.
Arriva pure la carovana pubblicitaria............che sembra non finire mai.
Intanto il toro dorme,il Lupi pure,gli altri non so.Io sono sempre in polposiscion,e non mi muovo da li.
Cominciano ad arrivare le prime staffette,le prime macchine dell'organizzazione,radio tur ci informa che in testa ci sono 4 corridori,l'elicottero che ronza sulle teste ci fa capire che sono veramente vicini,e l'urlo della folla lo conferma,il primo a spuntare è l'australiano Gerrans che ha staccato i suoi compagni di fuga.Bravo.
Uno a uno arrivano tutti i corridori,certo...........quello che avremmo voluto vedere non c'è,e non ci sarà,ma questa è un altra storia,ci doveva pensare.
Finisce tutto,la gente vorrebbe subito partire,ma non hanno fatto i conti con gli inflessibili gendarmi,che anche in casa degli altri fanno la voce grossa,e cosi nessuno si muove.
Ha il suo fascino anche il rientro,ci incolonniamo dietro alla lunga fila di pullman e ammiraglie,riconosciamo qualche corridore e qualche personaggio,io il grande Hinault.Ci ritroviamo in fondo alla discesa e si va in albergo.
Con tutti i ristoranti che ci sono in zona,lo Scarselli decide di andare in uno leggermente decentrato(circa 50 km),e precisamente a Vernate............ovviamente chiuso.
Ma glielo concediamo volentieri..............è stato fondamentale lo Scarsellone.
Rientro da bravi ammogliati e dopo una birretta,tutti a letto,Eravamo molto stanchi.

Lunedi 21 Luglio 2008

E' il giorno dell'IZOARD.

Sveglia alle 07.00,siamo sempre a Mondovì,colazione veloce,operazioni di carico ancora piu veloci e trasferimento in Francia attraverso i colli della Maddalena e del Vars,bellissimi.
Arrivo nel paesino di Chauteroix des Ecrins,piccolo borgo francese che piu francese non si può,con tanto di abitanti con annessa baguette
in mano,prese nell'adiacente boulangerie che poco dopo prenderemo d'assalto.
Decidiamo di trasferirci a Guillestre in furgone,evitando di percorrere una strada di fondovalle molto ma molto transitata.
Pronti,via,si va verso l'Izoard.La salita vera e propria viene anticipata da una lunga strada in leggera salita........un po la ns.freddana.Tra di noi c'è gia selezione,in testa,in fuga,manco a dirlo il Lupi,a lui gli garba così,non ci si può fare niente.
Siamo al bivio,il cartello indica 14 km alla vetta,3/4 km di salita normale,e poi comincia un tratto che per i ciclisti è quanto di peggio ci possa essere,qualche km di strada dritta come un fuso,con pendenze superiori al 10%,e come se non bastasse,abbiamo contro pure un fortissimo vento,per fortuna ne arriviamo alla fine.Segue un tratto di strada sempre impegnativo,ma reso piu gradevole dal susseguirsi di curve e tornanti.
Dietro ad uno di questi,spunta uno dei piu bei paesaggi mai visti.......LA CASSE DESERT,una sassaia enorme,quasi un paesaggio lunare,con scarsissima vegetazione,molto,ma molto bello,foto a ripetizione.Si prosegue,incontriamo la stele dedicata dai lettori de "L'EQUIPE" a due personaggi storici,il ns.Fausto Coppi e il francese Louis Bobet.
Poche centinaia di metri e siamo allo sbergo.Prima di tuffarci nella lunga discesa verso Briancon,ci concediamo un caldo the nel bel rifugino del colle.Ovviamente foto anche qua.
Mega discesa,e arriviamo in fondo che è ora di mangiare qualcosa,ma è ora di chiusura,e se non fosse per un angioletto francese biondo di una 25ina di anni,ce ne saremmo dovuti tornare a Guillestre a stomaco vuoto,ma lei ci ha rifocillato con mezza baguette piena di jambon e formaggio a testa.Non leggerai mai queste righe,ma ti ringraziamo per tutto quanto.
A stomaco pieno partiamo per il rientro pensando di fare gli ultimi 35 km di discesa in scioltezza (si scende di 350 mt)ma un fortissimo vento,e una salita che nella tappa del giorno dopo scopriremo essere pure granpremio della montagna,li rendono molto ostici.
Da segnalare la felicità di Materasso e Mimmo nel vedersi staccati dal gruppo e dover rientrare da soli,sputando l'anima.
Alla fine abbiam fatto 87 km e quasi 1.700 mt di dislivello.
La serata finisce in un ristorante sulle rive del bel lago della vicina Embrun,sede della partenza di due tappe.
Stanchi morti,rientriamo in albergo per la notte,domani ci aspetta una giornata speciale,la giornata che scaleremo la madre di tutte le salite......L'ALPE D'HUEZ.

Martedi 22 Luglio 2008

Oggi andremo a scalare la salita che ogni cicloamatore,cicloagonista o cicloturista vorrebbe scalare,L'ALPE D'HUEZ,13.800 mt di storia scorreranno sotto le nostre ruote.
Sveglia alle 08.00,se non ci fosse stato un tasso in camera,ci sarebbero state tutte le condizioni per fare una gran bella dormita,e ripartire con le pile cariche,ma la colpa è solo mia che me lo sono pure scelto.
Decidiamo di partire per Bourg d'Oisans dai 2058 mt del Col du Lautaret(il problema sarà poi nel pomeriggio...tornarci),una picchiata di 35 km che ci fa arrivare ai piedi della salita alla media di 44 kmh (ci diran bravi!!).
Giunti a BdO,dopo un paio di rotonde,si svolta a dx,e davanti a noi la prima,terribile pettata.Il rumore che la caratterizza è lo sferragliare di moltipliche e pacco pignoni,con i respiri dei ciclisti che si fanno sempre piu affannosi,i piedi a terra si susseguono,la gente a bordo strada,stranieri di tutto il mondo,ci incita come se fossimo dei pro,ma la salita in questo primo pezzo è molto dura.
Siamo al primo dei 21 tornanti,già....il "tornante",in questa vacanza ho anche avuto il modo di imparare delle teorie interessanti su questo tipo di curva,ma questa è un altra storia,e un giorno ne parleremo.
Il primo tornante dicevamo,strano,larghissimo,con il finale quasi in discesa,che ti fa prendere un bell'abbrivio per l'erta successiva,sarà cosi per i primi 3/4 km,poi la strada si fa meno cattiva,rimanendo comunque su pendenze che sfiorano il 10%!!!
Man mano che si sale la folla si moltiplica,i camper hanno riempito completamente il bordo strada,penso che molta di questa gente sia qui gia da parecchi giorni,per assistere al passaggio della corsa,e a che ciò avvenga mancano ancora piu di 30 ore,incredibile.
Siamo al 10° tornante,il piu ambito,molto largo,quasi una parabolica,va preso molto all'esterno,ti catapulta nel ripido tratto che segue,anche questo non inferiore al 10%,un po di bosco allevia la calura,orchestrine improvvisate tengono alto il morale,la gente canta,beve,"fuma",ti chiama,ti incita,ti saluta.........sembra di conoscerci tutti,da sempre.
E' una festa,e noi siamo gli invitati.
Il paese di Huez è davanti a noi,ma noi dobbiamo andare all'alpe,340 mt piu su,ma non ci son problemi,è solo questione di tempo,intanto siamo alla famosa curva degli olandesi..........incredibile,il monte è diventato improvvisamente tutto arancione,migliaia di orange,hanno colonizzato 5/600 metri di strada,mancano solo i canali e i mulini a vento.
Come al solito il Lupi è in fuga,lo Scarselli lo segue,il toro annaspa dietro,Materasso chiacchiera,e Mimmo col suo passetto regolare non fa una piega.
Manca poco,il tempo di passare davanti al tornante 3,quello dedicato a Marco Pantani,al 2 dedicato a non mi ricordo chi,e all'1,il tornante di Beppe turbo Guerini,ultimo italiano a vincere quassu.
Meno 1 km,ora c'è pure una piccola discesina,rotonda e tra albergoni immensi,si svolta a sx e siamo sul rettilineo finale,Chi,domani,transiterà per primo di qua,avrà ottenuto una delle piu belle vittorie della carriera,forse la piu bella.
Ma è vittoria anche per noi.
Ci ritroviamo tutti quanti per lo scambio di impressioni e per la foto di rito.
Ma gli sforzi non sono affatta finiti,TomTom Scarselli ci fa fare una stradina che sembra una mulattiera,e per di piu in salita,e per di piu molto dura,e per di piu siamo molto stanchi,e per di piu il ducato è distante anni luce.
Ma siamo in ballo e balliamo,la salita finisce nei pressi di un rifugio molto gradito,beviamo e mangiamo qualcosa,e ci fiondiamo attraverso una lunga,tecnica e veloce discesa(78kmh),nei pressi dello sbarramento artificiale di Chambon.
Ci aspetta un ultimo sforzo,i 24 km di salita del Col du Lautaret,quello fatto in discesa all'inizio della giornata.
Sono altri 1000 metri da scalare,ma affinchè ci risultino piu lievi,decidiamo di dividerli in Balbano e Pitoro.........ricordi Mimmo?
Sono ormai le 17 e 30,la "sommet" è li,davanti a noi,sul passo stanno gia fervendo i preparativi per la tappa del giorno dopo,quella del Galibier.
E noi non mancheremo.
Anche oggi il computer dice 102 km e 2.560 di dsl.niente male.
La serata finisce nel ristorante dell'albergo (cosi e cosi) e l'inevitabile bicchierino della staffa(2-3-4) sperando che serva a farmi dimenticare i discorsi e le teorie dell'amico Toro.
Manca solo il Galibier!!

Mercoledi 23 Luglio 2008

E siamo al Galibierday!!

Anche questa notte ho dormito ben poco,e la sveglia suonerà prestissimo,le strade chiuderanno alle 08,45,e noi per quell'ora dovremo essere gia ben oltre Briancon,ed essendo l'ultimo giorno dobbiamo pure caricare tutte le valige.
Siamo pure senza colazione,ma a questo rimediamo saccheggiando un bar di Serre Chevalier............brioche come rena,ma caffè osceno.
Un altro pezzettino sul furgone,e al primo spiazzo,parcheggiamo,ci vestiamo,ci copriamo (fa freddino) e partiamo.
Il primo tratto è l'ascesa al Col du Lautaret,fatto dal versante opposto a quello del giorno prima,uno stradone in leggera salita,non piu del 5%,ma interminabile,una 20ina di km.
La giornata è splendida,il verde dei prati è piu verde,il blu del cielo è molto piu blu.
Saliamo verso il colle in compagnia di numerosi ciclisti,tutto quello che è possibile ingiallire viene ingiallito,operai dell'Anas(quella francese)lisciano,spolverano,spazzano,e in alcuni tratti danno pure lo straccio sulla strada.
Tutto è curato fin nei minimi particolari,niente è lasciato al caso,il mondo deve vedere quanto i francesi tengono all'evento.
Dopo 3 giorni di intense pedalate,ci accorgiamo che le gambe girano ancora bene,gli sforzi sono stati ben recuperati,l'altura ci avrà NATURALMENTE alzato,anche di poco,il tasso di ematocrito,e conseguentemente soffriamo meno la fatica.
Arriviamo sul Laautaret proprio mentre i gendarmi chiudono il passaggio anche alle biciclette,e rimaniamo delusi..........come!!siamo venuti fino qua e non ci fai salire sul Galibier??ma dove??ma quando?? aggiriamo le transenne,facciamo qualche passo nei campi,e appena il gendarme gira la testa..........olè,risaliamo in sella alla bici,e via verso i 2645 mt del colle.
La montagna è gigantesca,la strada nella prima parte vi si arrampica dolcemente,consentendoci di essere abbastanza lucidi per goderci lo spettacolo.
Migliaia di persone sono gia assiepate a bordo strada,ancora piu migliaia vi salgono in bici,invitate ogni tanto dai gendarmi a scendere di bicicletta per alcuni metri e poi,come all'inizio,a risalirvi appena questi voltano la testa.Questa proprio non l'ho capita!!o si va,o non si va!!
A un certo punto vedo ridiscendere i miei amici,preoccupati dal sentirsi dire dalla polizia che se avessero proseguito,gli avrebbero buttato la bicicletta nel burrone,e quindi decidono di fermarsi........FIFONI!!!!
Io ormai ho deciso che in qualche modo in cima devo arrivarci,non c'è verso,e proseguo.
A dire la verità,i soliti gendarmi mi hanno rifermato 2 o 3 volte,ma è bastato farsi vedere scendere e fare qualche passo......boh,contenti loro.
L'ultimo tratto è da favola,la montagna si apre in tutta la sua maestosità,i camper in cima al passo sembrano modellini 1:43,i corridori dicono che i tifosi in cima alle montagne,sui crinali,sono messi come gli indiani dei film western.........è vero!
Manca 1 km alla sommet,abbastanza duro,ma non me ne accorgo,l'emozione sta salendo,e prevale sulla fatica,penso che anche ai corridori seppur abituati,faccia un po lo stesso effetto.
Ho da fare solo l'ultimo rettilineo prima del passo,rallento e me lo godo metro per metro,chissà se mai ci ritornerò.
Sono in vetta,l'altimetro in perfetta sintonia con il cartello mi dice che siamo a 2.645 mt,prima d'ora per arrivare ad una quota del genere mi erano serviti,o l'auto o l'impianti di risalita,stavolta la mia bici e le mie gambe,sono felicissimo.
Faccio un po di foto,ammiro il panorama,e inizio a scendere,con la solita manfrina in presenza dei gendarmi.
A metà discesa trovo il bivacco delle Macine,e qua vedremo il passaggio della corsa,anticipata dalla noiosa ma generosa carovana pubblicitaria,gadget di tutti i tipi ,anche dei graditi salamini,ci vengono lanciati dalle coloratissme miss.
Arriva la corsa,il gruppone è anticipato da 4 coraggiosi fuggitivi,tra cui il sosia del ns Gibo,Schumacher,riconosco i vari Cancellara,Vockler,Valgreen,Wegman,Kirkchen,Sanchez,O'Grady,non vedo la maglia gialla e nemmeno quella a puà.......pazienza.
Seguono un infinità di auto.
Ora è veramente tutto finito!!I 5 amici vogliono vedere il passo,io li aspetterò a valle.
Rientriamo dopo una bella discesa del Lautaret,sempre intorno ai 60 orari.
Siamo al furgone,mannaggia,adesso è proprio la fine.
Sono stati 4 giorni molto intensi,pieni di emozioni.Siamo stanchi,ma siamo anche molto felici,consapevoli di aver fatto qualcosa fuori dalle righe,tra noi c'era molto affiatamento,molta maturità,c'è sempre stato accordo,e questo è stato fondamentale per la perfetta riuscita della gita.
Personalmente vi ringrazio tutti.
Il viaggio di ritorno è fatto di ricordi,di istanti passati,di emozioni vissute,di sensazioni provate,di programmi futuri,di canti,di risate,di prese in giro,ecc,ecc.

In parole povere...................è stato un successo!!!!!!


Ciao


Vs. Maurizio

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